ÜBER RAFFICHE (nude expanded version)

dedicato a Splendid’s di Jean Genet

regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò

con Silvia Calderoni (Jean), Ilenia Caleo (Rafale), Sylvia De Fanti (Bravo), Federica Fracassi (il Poliziotto), Ondina Quadri (Pierrot), Alexia Sarantopoulou (Riton), Emanuela Villagrossi (Scott), I-Chen Zuffellato (Bob)

la voce della radio Luca Scarlini Daniela Nicolò

testi Magdalena Barile e Luca Scarlini

fonica Paolo Panella
progettazione scenica Andrea Nicolini
scenotecnica Damiano Bagli

produzione Elisa Bartolucci
logistica Claudia Casalini
comunicazione Marta Lovato
promozione Ilaria Mancia
distribuzione estera Lisa Gilardinouna produzione Motus con Santarcangelo Festival
con il sostegno di MiBACT, Regione Emilia Romagna


realizzato grazie a
Ert, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Biennale Teatro 2016, L’arboreto – Teatro Dimora Mondaino, Teatro Petrella Longiano, Comune di Bologna

Esplorare, scavare, andare oltre i confini della pagina bianca e dei nostri stessi spettacoli è pratica consueta. Decidere che un’opera è “finita” è uno degli atti più difficili da compiere. Spesso allora scaraventiamo lontano il punto finale, lasciandolo sospeso… Già la nascita di Raffiche deriva da un’insubordinata esigenza di apertura: in occasione di Hello Stranger il progetto del Comune di Bologna che celebrava i 25 anni di Motus (autunno 2016), abbiamo pensato a un remake di Splendid’s ( pièce teatrale di Jean Genet, che abbiamo messo in scena per la prima volta nel 2002, con un cast maschile). Ma il semplice riallestimento non bastava, abbiamo voluto varcare la soglia del sesso, la barriera armata e superprotetta del genere immaginandolo per un cast femminile e, nonostante aver ricevuto il divieto perentorio del copyright internazionale – che impedisce di cambiare identità ai personaggi delle opere tutelate – siamo andatx avanti, con altre parole (quelle di Magdalena Barile e Luca Scarlini) e con altre intenzioni.

(…) In Raffiche i gangster sono adesso un gruppo di attiviste che compie azioni dimostrative e di resistenza al regime di dominio e di controllo eterosociale. Donne con nomi maschili, quelli dell’opera originale, che imbracciano armi (giocattolo?) come critica radicale ai dispositivi disciplinari e coercitivi imposti dalla tecnologia biochimica e dal farmacopotere che, attraverso gli ormoni, detiene dagli anni Cinquanta del Novecento il controllo sui corpi, sui generi, e sulla nozione di «normalità».

Avevamo deciso di mantenere l’ambientazione originaria e stravagante della prima rappresentazione del 2002, ovvero in sontuose suite di Hotel in cui effettivamente la pièce è situata e così è stato per il debutto, nel prestigioso Royal Hotel Carlton di Bologna, poi successivamente al Grand Hotel di Rimini e altri hotel ancora…

Questa versione pseudo-realistica e fortemente cinematografica continuerà a esistere, perché anche portare il pubblico fuori dal teatro e invadere un vero Hotel è operazione che ci interessa perseguire… Ma si è talmente radicato in noi l’impulso ad abbattere muri che, per l’edizione 2017 del Festival di Santarcangelo, tentiamo un nuovo esperimento: nasce Über Raffiche, una nude (expanded version) di Raffiche, che non sarà più in hotel ma in uno spazio aperto come la grande sala svuotata di una palestra. Niente pareti ma solo alcuni eleganti arredi, niente fuori-scena, ma tutto a vista, nudo: al centro solo i corpi delle nostre amate/aRmate attrici.

Una mappa a terra sarà l’unica informativa sulla geografia dello spazio dove anche gli “effetti speciali” saranno visibili come nel un set di un film inesistente e sgangherato, che procede in Loop, senza inizio e senza fine per 3 ore (o forse più). Un estenuato ripetersi di raffiche di parole (e ironiche micro-danze) per non arrendersi, proprio come Rafale, che, nella nostra versione, anziché tentare il suicidio e rinunciare alla lotta (come avviene nel testo originale di Genet) non getta le armi e … “Continua a sparare. A sparare ancora (…) perché nella canna del mitra canti una voce nuova, si spezzino gli enunciati, vibri una parola che non appartiene più ad alcun autore, sganciata dalla miseria di un diritto negato. Gli spari, le esplosioni, le raffiche in arte non hanno niente a che spartire col terrorismo e col terrore del mondo. Semmai sono un modo per attaccarlo, per farlo smottare, per smascherarne il fondo grottesco e vigliacco, per liberarci dalla paura.”

Le citazioni sono tratte da “Motus, per farla finita con la dittatura del genere”, Alfabeta2, 28 ottobre 2016, di Annalisa Sacchi.

©DIANE_ilariascarpa_lucatelleschi