White noise

Partire dal bianco e tornare al bianco fulgore del finto silenzio, dello smog, della polvere sollevata, delle nuvole basse, dell' acqua vaporizzata... Immagini scaturite dal suono, da quel rumore bianco contenuto nell'abitacolo dell'automobile o nella stanza di un motel: ronzio continuo, ostinato... noise di spazi interni, chiusi, filtrati, noise di impianti di condizionamento che alterano la percezione visiva e uditiva, impercettibilmente.
Paesaggi sonori dunque, montati sul ritmo dei vari tipi di rumore da essi prodotto: paesaggi rubati dall'auto in corsa, filtrati dai vetri sporchi della macchina o catturati da una piccola digitale nascosta in mezzo al caos di un mercato o di un casinò... frastuono e silenzio... città e deserto... ingorghi e quiete apparente nella stanza di un hotel.
Siamo stati a Los Angeles in agosto del 2000 a vagabondare fra motel e alberghi fatiscenti della downtown, a raccogliere immagini e sonori, come sempre, a collezionare riprese digitali dai contrastanti scenari, città e deserti abbagliati, nel caldo soffocante di agosto, risucchiati dallo smog e dal traffico lento come un pachiderma narcotizzato.
Siamo andati lì senza troppo sapere perché, cercando come sempre e come sempre trovando... trovando spesso similitudini e imbarazzanti déjàvu con le basse città lineari della Romagna, con gli alberghi della riviera, con i souvenirs di San Marino che parevano essersi moltiplicati all'infinito fra gli specchi dei negozi Messicani... che strano, ti allontani per uscire e spesso invece vai sempre più all'interno di ciò che già conosci!
E quando entri e ti serri nella tua stanza d'albergo puoi essere ovunque e non sei da nessuna parte, sei lì e basta, come a teatro...
Strade e perdita di orientamento, dispersioni, annullamenti: prendi le immagini e ti senti piccolo, niente, scorri e sembra che tutto anche scorra con te.
E continuamente andando fra i paesaggi americani vivi un senso di familiarità inquietante, forse il cinema, forse la tv ma non solo, si tratta di uno stordimento ricorrente perché tutto è diverso, ma tutto è così ossessivamente ripetuto con piccole infinitesime variazioni, che diviene dopo poco consueto, somigliante sempre a qualcosa di già visto, risaputo.
Come le variazioni fra gli autogrill sull'autostrada.
Ed anche la vegetazione esagerata della California nel suo eccesso si fa artificiale, irreale, plastica... forse la continua irrigazione, forse l' accostamento così meditato ai vari tipi di abitazione...
Abbiamo lavorato su questa ossessione in White Noise cercando il Ritmo Sonoro del montaggio video: non c'è colonna sonora esterna, ogni frammento di sequenza mantiene il suo suono originario, spesso c'era la radio accesa in auto, ma il più delle volte il sound contiene solo le infinite variazioni del rumore del traffico o del vento sul microfono della telecamera,che, con i cut del montaggio, acquista distorsioni tali da avvicinarsi a una partitura musicale...
Da questo viaggio, dal rumore bianco dei ricordi (e anche dall'omonimo libro di DeLillo) si è aperta la strada a un nuovo percorso di lavoro: il progetto Rooms.
Presentazione | Crediti | Eventi e luoghi
|