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Il tempo sembra passare... il mondo accade

Il tempo sembra passare... il mondo accade

"La prossima pagina del mio libro è trasparente." Così si chiude un Captiv amoreaux, l'ultimo testo di Jean Genet. Nel vuoto. Con queste drastiche parole abbiamo deciso di concludere il progetto Rooms.

Una piccola e squallida stanza d'albergo, come quella in cui è stato trovato Genet morto a Parigi, con a fianco il suo ultimo manoscritto, si allontana nel buio, diviene un minuscolo riquadro di luce lontana. Poi nel silenzio, si spegne. Restano sul percorso fatto dal grande camion nero, al cui interno è allestita la stanza, dei fogli A4 bianchi, lanciati disperatamente fuori da Mario Ponce-Enrile, l'unico attore della performance.

Pagine bianche, rumori di guerre e sommosse popolari, note struggenti di jazz, quello di Thelonius Monk, sono pochi appigli con cui si muove il corpo del giovane danzatore/performer filippino, che, pur avendo una preparazione da break-dancer, si avventura su territori della dinamica corporea alquanto inesplorati...

Il tempo sembra passare... il mondo accade

Nella luminescente stanza mobile, dalle pareti in carta da parati a cui sono attaccate decine e decine di cartoline dal mondo, si attua un disperato tentativo di dare corpo a delle parole inequivocabili, tutte incentrate sul senso dell'essere "artista" in relazione ai "fatti del mondo", su quanto le parole ed i gesti possono incidere nel quotidiano.

Il tempo sembra passare, il mondo accade... Continua ad accadere, inesorabile... per tutta la vita Genet ha cercato "gli spazi fra le parole" in cui collocare una possibile "azione politica", lasciando il teatro e la letteratura alle chiacchiere dei salotti parigini e scendendo sul campo, prima fra le Black Panters, poi fra i Fedayn palestinesi, dove trova finalmente quella "casa-patria" che aveva sempre rifiutato in Europa. E con i Fedayn conclude la sua esistenza, continuando a scrivere, inesorabilmente, perseverando nell'usare le sue "vecchie parole" per documentare, per parlare di quella storia sommersa che non giunge sulle pagine dei grandi mass-media, né sui tavoli dei produttori cinematografici e degli editori.

Genet continua a scrivere insistendo nell'interrogarsi sul senso dello scrivere.

Rooms si conclude, il tempo sembra passare, la scena si allontana e Motus si prepara ad affrontare un nuovo progetto, del quale forse il forte senso interrogatorio e di sospensione di questa minimale performance, che nasce da una urgenza eminentemente politica, ne è già un tenue preludio...

Debutto
7- 12 - 13 luglio 2002
presso Palacongressi di Rimini, in occasione del festival Santarcangelo dei Teatri

 

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