" Ingenue speranze, miti poetici di un'anima, che, in realtà, è lei, l'ospite, lei la povera visitatrice che nessuno conosce,
e per nessuno ha diritto di trovarsi qua. " Pier Paolo Pasolini, da "Poesia in forma di rosa" Vagando di arte in arte, da un mezzo espressivo all'altro, sempre alla ricerca di qualcosa di più autentico, vitale, dentro quel qui ed ora tanto enunciato e rincorso in tredici anni di attività, un altro incontro: Pier Paolo Pasolini.
Dopo il progetto Rooms, con cui si è intrapresa un'anomala ed inedita ricerca sulla parola, su un'oralità sofferta e sempre in bilico fra l'afasica rinuncia da un lato (Twin Rooms), ed il gusto per la ritmica del testo (Splendid's di J. Genet), scegliamo di rivolgerci a quel "poeta di cose" che è Pier Paolo Pasolini... al suo caustico sguardo critico sul contemporaneo. Per Motus è poi doveroso interrogarsi, tramite il teatro, sul momento politico attuale, ora che tante riflessioni sulla società dei consumi e la vita politica in genere elaborate da Pasolini stanno assumendo un'attualità sconvolgente, quasi profetica.
Scegliamo di dar voce alla sua voce, di ospitare nuovamente le sue grida d'allarme, amplificandole anche, con una peculiare commistione di mezzi che, forse, ai tempi delle sue esperienze teatrali, non erano concepibili.
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