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Motus
Daniela Nicolò e Enrico Casagrande
Io vivo nelle cose
Collana I libri quadrati, Edizioni Ubulibri pp. 186, ill. colore, Euro 29,00

Il libro. Un libro composto da parole e immagini a colori, per un percorso visivo e narrativo attraverso lo sguardo di Motus, il gruppo che ha portato la scena teatrale contemporanea a puntare il dito sugli ammiccamenti e sulla desolazione dell'occidente. Daniela Nicolò e Enrico Casagrande raccolgono e impaginano le fotografie di un percorso che rende trasparente la superficie dell'oggi. Il gruppo ha operato una reinvenzione dei modi e delle forme dello stare in scena, procedendo alla creazione di uno specchio nel quale come per osmosi lo spettatore entra ed esce attraverso mitologie contemporanee. Come paesaggi con figure gli spettacoli di Motus scorrono pagina dopo pagina, accompagnati da appunti del momento, da riflessioni in bilico tra l'uomo e l'arte, tra l'ipotesi di un percorso guidato e la sensazione di un destino alla deriva. Il risultato ha la forza di un libro d'arte in cui si avvicendano quadri e situazioni scaturite da un percorso che unisce i più recenti spettacoli del gruppo di cui riprende le suggestioni e i temi ricorrenti unendoli in un corpus unico e originale. Dal progetto Rooms che ricostruiva scenicamente l'anonimità della stanza d'albergo come emblema del vuoto e dell'instabile, alla rappresentazione di Splendid's di Genet in vere e proprie stanze di alberghi decadenti, fino al crollo di ogni coordinata nell'avvento dell'odierna rovina.
Il linguaggio teatrale di Motus viene ricostruito in pagine di forte impatto visivo, dove lo sguardo è portato a confondere finzione e realtà, ora precipitate in frammenti e nell'ingrandimento di particolari, ora còlte in movimento per un concatenamento di fotogrammi, elementi narrativi, assonanze e provocazioni. A queste si alternano i testi degli spettacoli e le note di regia. La sovraesposizione di icone prima con De Lillo e poi con Genet, l'abbandono dello sguardo sulle periferie con Pasolini, al quale sono dedicati gli ultimi anni di lavoro che hanno portato a Come un cane senza padrone e poi all'Ospite, ispirati ai materiali di Teorema e di Petrolio. Il volume è suddiviso in sei capitoli che, in ordine cronologico, scandiscono le fasi di un processo artistico avvenuto tra l'anno 2000 e il 2005. A puntellare il racconto di parole e immagini degli autori, alcuni scritti critici inediti di Stefano Casi, Massimo Marino, Renata Molinari, Gilberto Santini, Luca Scarlini, Rodolfo Sacchettini, Cristina Ventrucci, con la prefazione di Goffredo Fofi.
L'occasione. Non vi sono precedenti a una così ampia raccolta di immagini di questo teatro particolarmente influenzato dal cinema e dalle arti visive. Il gruppo, avendo privilegiato il lavoro dello sguardo sotto i suoi diversi aspetti, ha messo a disposizione un grande archivio di fotografie che bene esprimono l'atmosfera, al contempo straniante e familiare, del suo percorso. Oggi questo volume va dunque a colmare un vuoto e risponde all'attesa di numerossimi appassionati di quello che è considerato tra le nuove generazioni il nuovo gruppo cult. Ma non è la quantità a dare carattere quanto la particolarità di un volume “drammaturgico” concepito come diario di un viaggio nell'oggi. Il libro intende porsi come catalogo d'arte, personalmente curato in tutti i suoi aspetti dagli stessi autori.
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