18.06.2010

Santarcangelo 40
Festival Internazionale del Teatro di Piazza
9-18 luglio 2010


Quarant’anni di teatro in piazza





Il Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo rappresenta fin dalla sua origine un nodo molto particolare tra il teatro e la piazza. Primo Festival della scena sperimentale, è anche una delle manifestazioni che maggiormente ha saputo innescare nei decenni della ricerca teatrale esplosioni d’arte in stretta relazione col pubblico e con le architetture. Oggi questa manifestazione festeggia la sua quarantesima edizione cercando di reinventare le coordinate che ne fecero scaturire un così lungo e intenso destino: la piazza, il rapporto con gli spettatori, le domande sul proprio tempo.





Santarcangelo 40 – secondo movimento di Santarcangelo 2009/2011 – si terrà dal 9 al 18 luglio 2010, concentrando gli appuntamenti nei due finesettimana, ovvero nei giorni 9, 10, 11 e 15, 16, 17, 18.





Santarcangelo 40: un festival “singolare plurale”





Diretto da Enrico Casagrande di Motus con la collaborazione di Rodolfo Sacchettini e Daniela Nicolò – all’interno dell’andamento triennale Santarcangelo 2009/2011 condiviso con Chiara Guidi della Socìetas Raffello Sanzio che ha firmato l’edizione scorsa e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe che condurrà la prossima – Santarcangelo 40 vuole essere un festival “singolare plurale”, esploso, un occhio gettato all’esterno e in movimento verso un “reale” dai margini incolti e imprevedibili. Saranno ospiti di questa edizione circa 30 produzioni internazionali (Giappone, Spagna, Argentina, Israele, Libano, Olanda, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cile), che spaziano dal teatro alla danza alla performance e attraversano cinema, letteratura, disegno, arte pubblica, musica. Molte di esse sono creazioni presentate in prima assoluta, altri sono spettacoli inediti per il pubblico italiano, altri ancora troveranno nel festival – per la natura stessa di Santarcangelo e dei suoi spazi – una nuova forma di allestimento in relazione al particolare contesto.





“Per cercare insieme l’origine e la specificità della parola festival, che non può essere vetrina, bensì deve farsi luogo del rischio, della scoperta, della messa in gioco, della comunione. Siamo figli di un tempo che fa paura per la sua impermeabilità a tutto! Un oggi che urla, che non trova domani, bussa dall’esterno e l’arte lo ascolta, e documenta e trascrive nei propri linguaggi il multistrato del mondo – afferma Enrico Casagrande. Gesti semplici e meditati, necessari, che gettano le fondamenta di una comune epifania. Un’esplosione immaginata nel nero del teatro crea legami profondi con l’esterno, con la luce naturale, con i rumori della città. Ombre lunghe escono dalle fessure e si arrampicano sui muri a dismisura, fino a farsi verticali, enormi. Sono di breve durata, evanescenti come ogni spettacolo, ma possono lasciare solchi indelebili nella memoria. E invitare all’azione”.







Info:
www.santarcangelofestival.com





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