Bio

Motus nasce a Rimini nel 1991, fondato da Enrico Casagrande e Daniela Francesconi Nicolò. Entrambi studiano ad Urbino, dove avviene il loro incontro artistico all’interno del gruppo teatrale universitario Atarassia e di E.A.S.T. (European Associations of Students of Theatre). Dopo la laurea (rispettivamente in Storia Economica e Sociologia) si trasferiscono a Rimini, dove nasce l’idea di fondare un gruppo indipendente che inizialmente prende il nome di Opere dell’ingegno.

Nel 1991 elaborano Stati d’assedio, ispirato a Lo stato d’assedio di Albert Camus, uno spettacolo che prevede il coinvolgimento del pubblico in un percorso itinerante. Giá da questa prima esperienza produttiva (Primo Premio Coordinamento Giovani Artisti Italiani, Spazio Proposta Festival Santarcangelo ’91), si delinea la natura “polimorfica” della nuova formazione artistica: oltre agli attori, sono infatti coinvolti nel progetto musicisti, disegnatori e scultori. Da allora é continuo il tentativo di espandere, dilatare, contaminare l’esperienza teatrale oltre i confini fra i generi.

Nel 1992 il gruppo cambia nome e diviene Motus. Inizia così una lunga serie di produzioni e di piccoli eventi, curati e diretti sia da Enrico che da Daniela, il primo interessato in modo particolare alla messa in scena, la seconda all’elaborazione drammaturgica e alla scrittura. I due, inoltre, prendono spesso parte agli spettacoli anche in qualitá di attori.

Nello stesso anno nasce Strada Principale e Strade Secondarie, dedicato a Paul Klee e Samuel Beckett e presentato al Festival Off di Avignone e al Fringe Festival di Edimburgo. Nel 1993, per il premio Scenario, viene elaborato AID. Zona ad alta tensione. Con questo spettacolo, ed anche in seguito ad un lungo viaggio di Enrico e Daniela in Marocco, si apre una collaborazione con studenti e lavoratori marocchini e si avviano una serie di iniziative rivolte allo studio e allo scambio con la cultura islamica, che culminano con la cura del progettoMaghreb e Senegal, fra letteratura ed oralità. I teatri della differenza per il DAMS di Bologna (Teatro la Soffitta), in collaborazione con Ravenna Teatro.

Nel 1994 i due artisti realizzano per il Festival di Santarcangelo per Sarajevo Cassandra. Interrogazioni sulla necessitá dello sguardo, ispirato a Cassandra di C. Wolf e interamente ambientato nella loro casa di residenza. Il video Sulla necessità dello sguardo, presentato al Festival di Riccione TTV, segna poi il primo incontro di Motus con l’immagine video.

L’occhio belva (1995), dedicato a Samuel Beckett, che debutta nella cella frigorifera di Interzona di Verona, va ad inaugurare una felice stagione di eventi teatrali che permettono alla compagnia di essere riconosciuta tra gli esponenti di punta della cosiddetta Romagna felix del teatro di ricerca. L’evento viene riallestito sui 4 piani della Galleria d’Arte Contemporanea della cittá, ex-Ospedale dei bambini di Rimini, in occasione del Festival di Santarcangelo ’95: si tratta di uno spettacolo itinerante, che arriva a coinvolgere 15 persone fra attori, scultori, musicisti e cineoperatori. In quel periodo Motus, con la dicitura “Sistemi Rudimentali”, elabora numerosi microfilm ed installazioni in Super 8.

Con il dirompente spettacolo Catrame, presentato per la prima volta nel 1996 al Teatro Petrella di Longiano ed ispirato a La mostra delle atrocitàe a Crash di J.G.Ballard, Motus acquista visibilitá a livello nazionale e internazionale.

Nel 1998, O.F. ovvero Orlando Furioso impunemente eseguito da Motusdebutta alla Rotonda della Besana per il Festival Teatri 90 di Milano. Il video dello spettacolo, la cui regia à curata da Enrico Casagrande, Daniela Nicolò e David Zamagni, vince il Premio di Produzione del Festival TTV di Riccione del ’99 e lo spettacolo ha un’importante tournèe in Italia e nell’Est Europa.

Nel novembre 1999 viene attribuito a Motus il Premio UBU Speciale “per la coerenza testarda e creativa di una ricerca visionaria nel ridisegnare spazi e filtrare miti”.
Nello stesso anno il gruppo riceve dalla rivista Lo straniero diretta da Goffredo Fofi il Premio Giovani Talenti con la seguente motivazione:“Dopo prove interessanti e provocatorie, ha messo in scena Orlando Furioso che, secondo un’estetica visivo-sonora brillante, memore delle origini romagnole (da Fellini a Casadei) ma anche partecipe di un immaginario postmoderno che va dal fumetto alla fotografia alla pittura alla moda, ha affrontato una lettura ironica della ‘crisi del maschio’ particolarmente segnata da Deleuze e altri analisti della nostra bizzarra e stravolta contemporaneità”.

Nel 2000 Motus inizia una nuova ricognizione nell’universo di Rainer Maria Rilke e di Jean Cocteau attorno alla mitica figura di Orfeo. Dopo un workshop di 20 giorni tenutosi a Sarajevo nell’ambito della Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo e conclusosi con l’eventoOverhead Orpheus – riproposto poi alla Biennale Giovani di Roma con la collaborazione della Fondazione RomaEuropa – debutta nel 2000 al teatro Kismet di Bari Orpheus glance, che avrá una lunga e fortunata tournàe e riceverà il premio del pubblico come miglior spettacolo a Bergen, in Norvegia. Nel Novembre 2000 a Milano la Giuria dei Premi Ubu attribuisce alla compagnia il Premio Ubu Speciale al “Progetto Prototipo, autogestito da Fanny& Alexander, Masque Teatro, Motus e Teatrino Clandestino a Interzona di Verona, nell’ambito della Biennale di Venezia, per la pianificazione e lo svolgimento di una proficua esperienza di collaborazione fra giovani compagnie teatrali in uno spazio straordinario”.

Sempre nello stesso anno lo spettacolo Visio gloriosa, che debutta al Teatro Argentina di Roma diretto allora da Mario Martone, risulta vincitore del concorso “Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000”.
Nasce poi l’idea del nuovo progetto teatrale Rooms sul tema delle stanze d’albergo, che vedrà per lo spettacolo Twin Rooms l’importante co-produzione con La Biennale Teatro di Venezia e con il Network Internazionale Temps d’Image di Parigi (con cui Motus collabora tuttora). Il palcoscenico in questo caso diviene un vero e proprio set cinematografico, grazie all’affiancamento della narrazione teatrale con quella filmica.

Nel maggio 2002, sempre nell’ambito del progetto Rooms, debuttaSplendid’s al Grand Hotel Plaza di Roma. Lo spettacolo è tratto da un omonimo e poco conosciuto testo di Jean Genet, tradotto in Italia da Franco Quadri. Su questa originale messa in scena, che viene rappresentata negli hotel di tutta Europa, Motus gira il suo primo medio-metraggio in video, co-prodotto dal festival Riccione TTV 2004.

Nel dicembre 2002, a coronamento di un biennio di intenso lavoro, viene attribuito alla compagnia il terzo Premio UBU Speciale, “per il gioco di sdoppiamento delle immagini e del racconto nell’evoluzione del Progetto Rooms.” Lo spettacolo Splendid’s risulta finalista nella categoria piú prestigiosa, spettacolo dell’anno.
Twin rooms vince il premio come miglior spettacolo straniero a Montreal in Canada, dove viene replicato nel febbraio 2003 dopo essere stato presentato in Spagna, Francia, Belgio,Germania e Croazia.

Nel 2003 ha inizio il nuovo viaggio artistico fra le parole e le immagini di Pier Paolo Pasolini: il percorso è inaugurato dall’evento speciale Come un cane senza padrone presentato nell’ambito del progetto Petrolio, curato da Mario Martone a Napoli. Successivamente Motus si trasferisce in Francia e dopo due mesi di lavoro presso il centro produttivo internazionale TNB di Rennes (Thèâtre National de Bretagne), debutta nell’aprile 2004 L’Ospite tratto dal romanzo Teorema di Pier Paolo Pasolini, che, come gli spettacoli del progetto Rooms, ha una vasta circuitazione in Francia, Spagna e Belgio.

Nell’anno successivo la casa editrice UBU Libri di Milano pubblica nella collana “I libri quadrati” Io vivo nelle cose. Appunti di viaggio da Rooms a Pasolini, di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò.

Dal 2005 ha inizio il lavoro su un altro autore maudit, Rainer Werner Fassbinder, con il progetto-documentario Piccoli Episodi di fascismo quotidiano, ispirato a Pre-paradise sorry now, e con il conturbante spettacolo del 2006 Rumore Rosa, liberamente ispirato a Le lacrime amare di Petra Von Kant. Entrambi allestiti per la prima volta al Teatro Dimora dell’Arboreto di Mondaino, saranno poi in tournèe anche in Francia e in Belgio e, nel gennaio 2008, in America Latina al Festival Santiago Mil di Santiago del Cile.
Nel 2006 Enrico Casagrande entra a far parte della commissione artistica del Progetto Argo Navis della Provincia di Rimini.

Nella primavera 2007 Motus avvia una specifica esplorazione, quasi documentaria, sull’adolescenza, declinata nel progetto X(ics)Racconti crudeli della giovinezza che accoglie 4 spettacoli, un film ed eclettici momenti performativi. Lo sguardo si sposta così alle periferie e alla giovinezza di oggi, disorientata e dispersa nello scenario metropolitano, per captare e dare voce a quelle forme di resistenza anomala fra gli adolescenti delle banlieue francesi, tedesche e italiane. X.01 movimento primo debutta alla Biennale Danza di Venezia nel giugno 2007, X.02 movimento secondo viene presentato al Théâtre de la Ville di Valence in Francia, X.03 Halle Neustadt nel giugno 2008 al prestigioso Festival Theater der Welt in Halle in Germania, X.04 Napoli, infine, nell’aprile 2009 al Teatro San Ferdinando di Napoli.

Il progetto Syrma Antigónes, avviato nel 2009, si sviluppa in una relazione di continuità rispetto alla precedente produzione Ics (X) Racconti crudeli della giovinezza: l’idea di lavoro è di condurre un’analisi del rapporto/conflitto fra generazioni assumendo la figura tragica di Antigone come archetipo di lotta e resistenza. Dal progetto sono nati due contest – non spettacoli né performance, ma “contest”, ovvero confronti/scontri fra due soli attori: Let The sunshine In, Too Late e Iovadovia. Il percorso è stato portato a compimento dal debutto dello spettacolo Alexis, una tragedia greca, nell’ottobre 2010 al Festival Vie di Modena.
Lo spettacolo ha un’ampissima tournée internazionale: Francia, Spagna, Belgio Germania fino ai paesi dell’est Europa e poi oltre oceano, Brasile, Argentina fin su a New York e Montreal… Proprio nella città canadese nel novembre 2012 l’Associazione dei Critici del Teatro del Québéc (AQCT) attribuisce il premio della critica per la stagione 2011-12 adAlexis. Una tragedia greca per la categoria “migliore spettacolo straniero”.

Enrico Casagrande, a rappresentanza di tutto il gruppo, nel 2010 è stato direttore artistico della 40a edizione del Festival di Santarcangelo, nell’ambito di un progetto triennale che prevede l’avvicendamento alla direzione, in un’ottica di collaborazione orizzontale, con altre due importanti compagnie della regione, Societas Raffaello Sanzio di Cesena (2009) e Teatro delle Albe di Ravenna (2011).

Nella primavera 2011 Motus inaugura un nuovo percorso di ricerca intitolato 2011>2068 AnimalePolitico Project per intercettare inquietudini, slanci, immagini e proiezioni sul “Domani che fa tutti tremare”, esplorando un ricco e intricato panorama di scrittori, filosofi, artisti, fumettisti e architetti rivoluzionari che hanno immaginato (e provano ancora a immaginare) il Futuro Prossimo Venturo. Il primo Atto Pubblico, intitolato The plot is the revolution, emozionante incontro scenico fra “due Antigoni”, Silvia Calderoni e un mito del teatro contemporaneo: Judith Malina (Living Theatre). Questo esperimento -non uno spettacolo– ma un passionale dialogo fra generazioni, esperienze, voci e fisicità, è presentato in occasione del festival Santarcangelo 41 al Teatro Petrella di Longiano.

Judith Malina è stata la prima ospite di un percorso di ricerca e approfondimento che si è articolato in azioni performative e laboratori-residenze. La performance When viene presentata nel marzo 2012 a Les Subsistances di Lione, nell’ambito del progetto “Ça tremble!”. Nel luglio 2012 a seguito di una residenza creativa a Centrale di Fies il lavoro è rielaborato complicandosi e fratturandosi in tre diversi atti, allestiti in tre momenti diversi della giornata. W.3 Atti Pubblici [Where, When, Who] ed è quindi presentato alla XXIII edizione del festival Drodesera. Questa trilogia trae spunto dal romanzo di Philip K. Dick, A scanner darkly (Un oscuro scrutare) che approfondisce il tema del controverso proliferare di apparati di sorveglianza, di “digitalizzazione ossessiva” degli spazi pubblici e privati.
Per quasi due anni Motus ha navigato attraverso ferite e conflitti di oggi e visioni del futuro, tra utopie e distopie, un po’alla deriva tra le epoche, leggendo A. Huxley, D. De Lillo, J.B. Ballard, P. K. Dick, J. London, H.D. Thoreau…
Il teatro di Motus si nutre di urgenze e ferite del presente, tenta di connettersi e rimanere all’ascolto di quanto accade “fuori”, per cui è stato strano ed emozionante trovare ne La Tempesta, un testo del XVII secolo, trasfigurate, numerose coincidenze con le domande che hanno animato la ricerca del gruppo. Ed è stato W. Shakespeare a condurre aUne Têmpete, riscrittura in chiave postcoloniale pubblicata nel 1968 da Césaire Aimé.
Sul palcoscenico, nel corso delle prove, si è creato un vitale cortocircuito tra i due testi, tra le diverse interpretazioni dei personaggi e i vissuti personali dei nostri attori. Nella Tempesta ha debuttato al Festival TransAmériques di Montréal (Canada) nel maggio 2013.

Temporaneo approdo performativo del progetto AnimalePolitico è Caliban Cannibal, con Silvia Calderoni e Mohamed Ali Ltaief (Dalì), filosofo e attivista tunisino, che ha debuttato a Santarcangelo 14. Motus ha scelto stavolta come luogo d’azione una light emergency tent, che si installa velocemente nelle zone vuote di spazi pubblici e privati: dalle piazze, ai parchi, ai centri commerciali, ai teatri. Non-luogo sospeso e transitorio abitato da due improbabili figure: A + C. “A” potrebbe essere Ariel dopo La tempesta, afasica e narcolettica; “C ”potrebbe essere Caliban dopo l’esplosione dell’isola, dopo l’attentato a Prospero. Dopo i fuochi d’artificio. Dopo la rivoluzione tunisina.

A Santarcangelo 14 vengono presentati gli le ultime due produzioni e viene realizzato anche il primo allestimento di Call me x – Derive e approdi temporanei, una mostra fotografica e videoinstallazione, uno squarcio sul processo di creazione di Nella Tempesta, che offre allo sguardo degli spettatori/visitatori documenti fotografici e video, schegge da viaggi e incontri avvenuti inseguendo una delle possibili rotte dei migranti.

Motus si confronta inoltre per la prima volta con l’opera, lavorando sulla semi-opera barocca King Arthur (testo di John Dryden, musica di Henry Purcell). La parte musicale è affidata all’Ensemble Sezione Aurea diretto da Luca Giardini. Una produzione Motus e Sagra Musicale Malatestiana 2014, in collaborazione con Romaeuropa Festival e AMAT/Comune di Pesaro e Rossini Opera Festival, debuttata a Rimini il 16 settembre 2014 e allestito poi al Teatro Argentina di Roma nell’ottobre successivo.

Nel 2015 il lungo viaggio di AnimalePolitico non pare ancora idealmente esaurito e, con la produzione MDLSX (debutto al Santarcangelo Festival 2015), un “solo” che festeggia dieci anni di lavoro con Silvia Calderoni, la compagnia inaugura un nuovo progetto che affronta il tema del confine/conflitto. Come ossatura drammaturgica del nuovo percorso vengono scelte alcune riflessioni e figure cardine dall’ Orestea, o meglio, dagli Appunti per un’Orestiade africana e da Pilade di Pier Paolo Pasolini.

Nel settembre 2015 a Silvia Calderoni viene conferito il Premio Virginia Reiter “Il lavoro dell’attrice”, che ogni anno si prefigge di identificare e promuovere le migliori attrici teatrali under 35, un riconoscimento ideato da Giuseppe Bertolucci.

L’attività artistica di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande è affiancata da un intenso programma di incontri pubblici, conferenze e master presso Università italiane ed estere, proprio in relazione ai vari e complessi progetti teatrali e videografici della compagnia.
Ricordiamo in particolare nel 2014 LAND GUAGEA Workshop on Documentary Theatre, presso La MaMa Umbria International di Spoleto, nell’ambito del 15° Annual International Theatre Symposium e l’Atelier d’insegnamento Poétique de la scène tenuto presso La Manufacture – Haute école de theatre de la Suisse Romande (HETSR) di Losanna che ha dato vita a LIWYĀTĀN, spettacolo liberamente ispirato al Leviatano di Paul Auster. Con la scuola svizzera si è così inaugurata una proficua collaborazione che prosegue anche nella stagione 2015/16 con il master in regia teatrale intitolato «Qui était Pylade? ».

Dopo aver smascherato lo “scandalo” del corpo e della sessualità con MDLSX, Motus decide di riallestire Splendid’s di Jean Genet a distanza di quattordici anni dalla “storica” interpretazione con un cast di sole donne. Ma le regole dei copyright internazionali prevedono il rispetto del sesso dei personaggi, così come sono indicati nei copioni, anche quando si tratta di un autore che per tutta la vita ha propagandato la necessità della metamorfosi, del tradimento e dell’ambiguità. Da questo sorprendente diniego è esploso il desiderio di lavorare sul tema dell’identità e della rivolta, del rifiuto di aderire a un preconcetto ossequio alla divisione della realtà in maschi e femmine. Nasce così RAFFICHE su un testo originale di Magdalena Barile e Luca Scarlini, che parte dalla stessa situazione narrativa (un gruppo di rivoltosi/e assediati/e in un albergo) per raccontare identità mutanti e sovversive, creature che hanno sospeso per sempre la volontà di definirsi.
Lo spettacolo debutta il 18 ottobre 2016 al VIE Festival a Bologna all’interno di HELLO STRANGER, progetto speciale che la città di Bologna dedica alla compagnia in occasione dei 25 anni di attività. Un percorso nella sua poetica con spettacoli, installazioni, film, incontri verso direzioni inesplorate, di apertura verso ogni “altro” possibile. Motus dedica HELLO STRANGER alla instancabile compagna di viaggio e insostituibile collaboratrice Sandra Angelini, che con gioia ha contribuito al nascere di questo progetto, lasciando poi la compagnia all’improvviso, e nello smarrimento, nel gennaio 2016.